


Cosa non si fa per l'istruzione:
Per chi dovesse capitare per puro caso su questo sito e dovesse essere indeciso(sempre per puro caso) su dove intraprendere la carriera universitaria, forniamo altri tre esempi di intellettuali cafoscarini al fine di convincere gli ignavi a fare la giusta scelta.
1)Serio esempio di aspirante storico(più aspirante direi) proveniente "dal furlàn", le alcooliche colline della provincia udinese. Sguardo deciso e profilo molto simile a quello di Paolo Mieli(a quanto pare entrambi non tollerano battute sui capelli)...anche lui convinto di dire sempre la cosa giusta al momento giusto, solo che non lo pagano per scriverla sul Corriere della Sera.
La sua teoria più famosa: Definizione di Foibe come "Cavità naturali tipiche delle zone carsiche". Si rifiuta inoltre di riconoscere che i confini dello stato italiano contemporaneo non contemplano nè Zara nè tantomeno Spalato. Eccessivamente attaccato alla bottiglia, da non tutti considerato un male(da lui sicuramente no).
2) Qui abbiamo invece un prototipo di filosofo proveniente dalla destra Tagliamento, precisamente da Maniago(il paese dei coltelli); assume spesso pose meditative, come quella che avete la fortuna di vedere nella foto, per produrre teorie di pensiero fini e articolate giungendo spesso addirittura a rielaborare il concetto di "Deus sive natura" in modo geniale accostando la massima divinità alle molteplici creature del mondo nel quale viviamo. Spesso affiancato in quest'opera dallo storico di cui sopra. Ha proprio la testa di un filosofo, tanto che, come Schopenheuer si metteva gli stivali al contrario,è possibile vederlo in novembre con gli infradito bere uno spritz bianco(o un bianco senza spritz) mentre aspetta una lezione(a cui non andrà per continuare a bere) al Suziecafè.
La sua teoria più famosa: Aspettate un attimo, ho bisogno di chiederglielo direttamente perchè vorrei evitare di porla in malo modo data la sua complessità dialettica; gradirei che fosse lui stesso a scriverla, magari nei commenti.
3) Il terzo esempio...che dire di questo bel tipo? Eh...che dire? Sè, che dire?Ma non ne vedete lo sguardo vispo? I capelli curati? Il maglione di colore sgargiante e acceso? Il copricapo alla Magritte(...preferivo decisamente la mela...chi ha orecchie per intendere...). Un altro filosofo, lombardo stavolta, dalle rive del lago dei "Promessi Sposi" e della Motoguzzi; dio solo sa quanto il mondo abbia bisogno di filosofi, insieme naturalmente ad un cospicuo numero di avvocati, di quelli non ce n'è mai abbastanza.
Cosa potremmo dire del signor "S"? Anche lui aspira a divenire il successore del Sommo Umberto: si sta impegnando infatti e lavora sul fisico e sulle sigarette; l'unica cosa sulla quale non riesce ancora a batterlo(escluso naturalmente il livello culturale) è il piano sessuale. La carica erotica di questo ragazzo appena ventunenne non è ancora giunta ai livelli del sessantenne più ricercato dalle lettrici di Repubblica il giovedì, ma ci sta faticando, qualcuno gli lancerà dei segnali prima o poi.
Anonimo del nordest(no, non sono Giorgio Panto)