l'alchimista

Ti guardo senza parlare
mentre vorrei gridare tutto quello che sò
che non sò e che potrei sapere
Ti guardo melanconico e felice
ti guardo nei miei occhi
nei tuoi occhi invece
vago
mi ripeto
vago
nell'infinto nel giallo
e nel blu del tuo oceano caldo
guardo la dolcezza del tuo viso
e la tue parole e i tuoi capelli
e tutto quello che non riesco a vedere
lo provo nel tuo abbraccio
nella tua bocca nelle tue mani
tu, che riesci a rendere dolce persino
una sigaretta amara
tu, che mi hai sedotto
come una farfalla
dalle ali immacolate che si posa
delicatamente
e riposa sulle mie dita.
Le mie dita che s'intrecciano alle tue
come in un grande nodo che non voglio sciogliere
e il tuo corpo
adagiato stanco sul mio
che ti abbraccia
e adora sentirti accanto
come un' indescrivibile alchimia
di pensieri di emozioni di sensazioni
e tutto questo in unico istante
un' istante solo...
quanti altri ne vorrei trascorrere con te
fino allo stremo
fino a che le forze non cadranno anch'esse
nel gioco della tua seduzione innocente.
Ora capisco tutto guardandoti arrivare
mentre i tuoi occhi si legano ai miei..
non sarò mai stanco di questo gesto
di vederti apparire
come una farfalla sulle mie dita,
come una dafnia rara,
come la mia ragazza
semplicemente.

airone

Notte di luci limpide
che schizzano come impazzite
nel riflesso d'acqua dei tuoi occhi
ho visto un airone
-sinuoso tra i rami secchi-
posarsi delicatamente su un lampione spento
Notte di tenebrosa nebbia
fantasma disumano che grida
echi
lampi di foschia
vele bianche di veli fatati
che s'abbracciano l'un con l'altra
in questo mare, oceano
o fiume che sia
la mia vita risorge
come un airone -danzante tra i venti
e sboccia su i tuoi seni rosei
profumati di giovinezza
d'amore non umano.
46 spriz
bevuti uno ad uno, la mattina
per assaporare meglio la vita
e per vomitarla, la sera
sulla faccia
di chi non mi merita

CICLO DI POESIE DEI 17-18, intitolato: QUESTIONI DA ULTIMO ANNO



Le poesie qui sotto sono state scritte anni e anni orsono, alla tenera età di diciassette/diciotto anni..appaiono in forma grezza e primitiva, ma suscitano ancora nell'autore emozioni e ricordi di difficile decifrazione. Ciò che è stato appreso dalla vita e dalla finestra di camera, semplici visioni, realtà vissute e realtà immaginate ma ugualmente vissute...la nostalgia di rapporti umani e viaggi all'orizzonte

pioggia

Gocce di pioggia
su un finestrino già rigato
da altre lacrime
di altri giorni
che altri hanno già versato
gocce cadono fitte
dal mare e dagli alberi
sommerse schiave irruente
rabbia come schiuma
gocce di pioggia
e raggi di sole
che non sono speranza
che non albergano
nel profondo dell'animo
di nessuno.

foglie

Mi struggo nel vedere le foglie
cadere per terra
trasportate da un'aria gelida
che avvolge la natura
Quel poco sprazzo di verde
che rimane silenzioso sui rami
sembra quasi stanco
rassegnato
conoscendo già il suo destino.
Osservandole ricordo
che un giorno
toccherà anche a me
acquietarmi per terra.

falce di luna

Nuvole
orgoglio bianco del mio cielo
azzurro
nascondete la mia donna
che fugge sul carro
L'oscurità giunge
non ritarda
come la morte
puntuale
Ecco che la falce di luna
brilla nel cielo umido
avido di stelle
piange il cosmo candide gocce
la morte s'avvicina
la mia tenera amante
l'amante di tutti
con la sua lunga tunica scura.
sorridendo mi bacia
e scompare nell'ombra
e subito m'accascio
morte triste.

comparse di due cerbiati in città

Ho sognato
il tuo corpo
amato
ho sognato i tuoi occhi
soli impauriti
in fuga tra i rami e gli arbusti
dell'altra foresta
i tuoi occhi sono scomparsi
un lampo
ma io ho sognato il tuo sorriso
le tue labbra che mi baciavano
ed il tuo bacio era acqua sacra
versata da un ampolla
ho sognato di abbracciarti
sempre più forte
ma sei svanita come polvere
tra le mie braccia
che piangevano l'abbandono
lacrime di un tramonto
si lasciavano cadere da occhi ciechi
e dal mio corpo sudato
che ti era corso dietro
ma ora si è smarrito anch'esso
nella foresta di cemento
eravamo due cerbiatti soli
che continuavano ad allontanarsi

bollicine

Una bollicina
tante bollicine
salgono al cielo
bollicina lieve
trasparente
come un angelo
spazzata via
dal vento
nella tempesta di fiamme
di questo inferno
che si ripete
rumori assordanti
riecheggiano nel deserto
esplosioni che diventano grida
anch'esse spazzate via
dal vento infame
o rigeneratore
senza più bollicine
l'aria ritorna pura.

2003

Ricordo di Bevagna
Le nuvole stancano il cielo azzurro
con le loro sfumature grigiastre
che si riflettono d'amaro
tra le case rossastre
spuntano cime d'abeti e di querce
verdi sugli arbusti secchi caduti
e tra le vie gotiche
s'aggira un vecchio in bici
avviato sul triste cammino
dei ricordi
In quella lunga interminabile pedalata
stanca tremante si specchia
la sua vita al tramanto.

bella di notte

Bella di notte
sorgi con la luna!
il mio occhio
si spegne nel suo riflesso
la natura piange
gli alberi piangono e muoiono
e continuano a morire
Non pianger Bella di notte
risplendi ed esci con me
illuminami e deliziami
te ne prego
non scomparire ora
il nuovo sole nasce
ma morirà nuovamente per te
per la tua bellezza
per i tuoi occhi purpurei
per i tuoi capelli
il sole muore finalmente
Risorgi o mia Bella
come la fenice dalle sue ceneri
io ti coglierò e ti farò mia
e t'amerò per sempre.

un cane e una voragine

L'occhio del cucciolo
triste
ora
la sua pupilla
cieca nera cerca
il suo corpo
scuro che
nella notte si perde.
tra i rifiuti dell'uomo
c'è chi barcolla incerto
c'è chi si trova a suo agio
questo è un guaito d'aiuto
lo senti?
l'orecchio è vigile
al suono del mondo
che crolla
il suo muso
pensieroso guarda
per l'ultima volta la notte
voragine.

volti di persone

Volti di persone
mai diversi
così innaturali
nella mia mente e
nei miei occhi
che si aprono e si chiudono
in un volto di infiniti volti
ed io corro senza guardare
piangendo e urlando
fra la folla che non s'accorge
di me
non vede e non sente
non capisce la folla che s'insabbia
cammina avanti
ma le mie urla
non verranno ascoltate
le mia lacrime non verranno viste
la mia vita scemerà
nel passato che piango
centinaia di volti
solo sempre quelli
immersi nel proprio terrore

visione del suono di un'onda

il suono delle onde
s'inabissa
tra le tante piccole dita
che dalla riva si sporgono
al suono freddo del mare
al capezzale misterioso
richiamo di anziani pescatori
al suono bianco dei gabbiani
che dal vento si tuffa
come colomba di pace
in un vento ancor più profondo
al suono livido della barca
che breccia la tempesta
al suono candido della morte
che scorre leggero
sotto la superficie blu
sopra la vita del mare
fisso nell'eternità di uno specchio.

visione

Vedo la gente
non vedo il mondo
vedo il mondo
ma non vedo Dio
e l'aria vergine nuota su di te
non provo nulla
nessun Dio
e l'affluire del tempo chiama
madre
nulla più
l'eternità non arriverà
sembriamo pagare una colpa che non abbiamo
si apre al tramonto
azzurro
uno squarcio
vedo Dio.

ubriaco

Ubriaco il mio pensiero
di te, della tua imagine più bella
delle tue labbra, dei tuoi occhi
amo bere il tuo corpo
la tua voce, i tuoi pensieri
sono Zeus che bagna la sua bocca
col nettare degli dei; mi impossesso
di qualcosa di sacro, immenso
inconoscibile
assaporo il tuo io
e mi scopro padrone potente
del mondo.
concedimi le tue armi
perchè la tua anima combatta
insieme a me
e conquisti un amore impossibile
nuova luce di dei mortali.
Rimango sospeso
mentre tu siedi sull'infinito
mentre canti
i miei occhi restano chiusi
quante navi sono affondate
quanti marinai hanno perso la vita
per quel muto suono
la mia barca catturata
ed io, mozzo ingenuo ed inesperto
seguo cecamente la tua voce
questo viaggio non potrà finire
l'assoluto m'aspetta
l'oblio non è ancora venuto
Gloria, potere ed
arroganza
cantate
-una tetra danza
di mere persone
valori vuoti
come barattoli
di sottaceti
tristi chimere
-sogni di potenti
davanti alla morte
brucerete nei cieli
malvagi creatori
di questo oro.
oro democratico
esaltato questo nome
esaltato chi si vende
e chi si lascia comprare
Ma c'era chi credeva
chi non ci stava
chi combatteva
la morte chiama
e cecamante si risponde
presente.
le vittime ridono
ora
i cadaveri danzano intorno
al fuoco della vita
che scappa in cielo,
cuore dell'inferno umano.

rievocazione

Amo il tuo nome
che troneggia nell'aria
eco infinito infranto
sugli scogli perso nelle onde
Amare è un arte
ed io dipingo la tua bellezza
nell'eterno
Amare è morire
ed io muoio cento,
mille volte per te
il profumo della dolce vita
si diffonde nella triste malinconia
rievocazione di tempi passati
la mia adolescenza
l'ho vissuta
e continuo a sentirmi
nel colore caldo
delle panzee viola e bianche
Morirò per sempre ma morirò in eterno
ed il mio sangue bacerà il tuo corpo
Primavera demone dei poveri
quanti fiori nascono e muoiono
ed io qui a coglierli e sacrificarli
a te
Amore il tempo passa
sono le nuvole l'orologio della nostra vita
Quante stagioni fioriranno
e periranno nel tuo nome
le nostre anime cadranno
nell'aldilà come gabbiani
stanchi s'acquieteranno sull'acqua
le nostre anime immortali
peseranno sulla bocca dei posteri
muoio per amare te
sacrifico la mia vita
per sperare che sulla mia
bara cadranno le tue lacrime
e come pioggia in autunno
dissolverà
tutto ciò che è stato
Allora la brama di morte
verrà dissetata e sul livido
legno sboccerà il colore delle panzee.

non riesco ad immaginarti

Non riesco ad immaginarti
solo ti guardo e
ti osservo
fermo
immobile
senza fiato
mentre tutto intorno a me
sussulta
Perfetta mia dea
tutto si perde in te
parole suoni tempo
si fermano
nel guardarci
fuggono
mi affascini e non sò cosa dire
il tuo io tenero e fragile
imprigionato nella mani
di chi ama
e continua ad aspattare.